Archivi tag: Reddito di cittadinanza

ROBOT’S ACT

Lo sapevate che il 47% dei posti di lavoro verrà sostituito dall’automazione nel giro di 10-20 anni ?
Ormai quasi tutti i settori lavorativi possono essere computerizzati, per via della maggior disponibilità di dati a cui algoritmi sempre più sofisticati sono in grado di attingere.
Ovviamente ciò preoccupa poco la classe politica, “distratta” a concentrarsi unicamente sul corto periodo del proprio mandato.
Ma spesso si controbatte sottolineando i posti di lavoro creati dalle nuove tecnologie (argomento che si tira fuori sempre per compensare la distruzione delle vecchie professioni) : ebbene, la percentuale di americani che lavora nella cosiddetta new economy è solo il 5% !
Elementare, Watson ..?
A proposito, Watson è il superalgoritmo sviluppato da IBM che pare sostituirà , ad esempio, i medici nella diagnosi delle malattie…
Dapprima i motori hanno sostituito il lavoro manuale, poi i Pc il cervello deputato a fare calcoli e, prossimamente, arriveranno i “quantum” computer che sostituiranno anche i lavori intellettuali : così l’era della disoccupazione tecnologica sarà sempre più vicina !
Cosa resta …? Quale sarà il modello sostenibile nel futuro ?
L’unica risposta sarà il “reddito di base incondizionato” ed il pagamento delle tasse (certo) per le imprese tecnologiche e multinazionali.
In Italia, il Job’s Act ci è costato 20 miliardi di incentivi alle imprese e sta diventando un Flop’s Act…
Ma se facessero pagare il dovuto a Google, Amazon, Facebook, Apple (che hanno versato solo 15 milioni di imposte nel 2015) , si potrebbe quasi finanziare il “reddito di cittadinanza” …
Così, tanto per cominciare a portarci avanti , prima che arrivi l’era del “Robot’s Act” …

COS’E’ LA DESTRA, COS’E’ LA SINISTRA….

Già se lo chiedeva Giorgio Gaber nel ’94 con la sua nota canzone dove rimarcava che la differenza fra chi si definisce di una parte piuttosto che dall’altra è solamente ostentata, ed è nulla per quanto riguarda il lato pratico.
A distanza di vent’anni, una pratica dimostrazione è data dalla linea politica di un Movimento (5Stelle) che viene catalogata, volta per volta, in relazione agli interessi di quei Partiti che si richiamano alle ideologie , utilizzate solo come specchietto di richiamo per le “allodole”…(ecco degli esempi):
– se proponiamo il reddito di cittadinanza siamo di SINISTRA,
– se vogliamo regolamentare i flussi migratori siamo di DESTRA,
– se proponiamo il taglio delle pensioni d’oro siamo di SINISTRA,
– se vogliamo smettere di finanziare i giornali siamo di DESTRA,
– se diciamo basta all’acquisto degli F35 siamo di SINISTRA,
– se vogliamo dare più fondi alle forze di polizia siamo di DESTRA,
– se vogliamo riconoscere lo Stato di Palestina siamo di SINISTRA,
– se diciamo NO alle sanzioni alla Russia siamo di DESTRA,
– se vogliamo tassare il gioco d’azzardo siamo di SINISTRA,
– se invece vogliamo abolire l’IRAP siamo di DESTRA,
– se vogliamo il ritiro dall’Afghanistan siamo di SINISTRA,
– se vogliamo abolire Equitalia siamo di DESTRA,
– se chiediamo pene più alte per i reati dei colletti bianchi siamo di SINISTRA,
– se votiamo contro ai decreti svuota-carceri siamo di DESTRA,
– se vogliamo alzare le pensioni minime siamo di SINISTRA,
– se vogliamo l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti siamo di DESTRA,
– se vogliamo acqua,scuola e trasporti pubblici siamo di SINISTRA,
– se vogliamo valutare la qualità del lavoro della P.A. siamo di DESTRA,
– se non vogliamo più guerre mascherate da missioni di pace siamo di SINISTRA,
– se condanniamo la deposizione violenta di Gheddafi siamo di DESTRA,
– se vogliamo vederci chiaro sulle cooperative “bianche” siamo di SINISTRA,
– se vogliamo vederci chiaro sulle cooperative “rosse” siamo di DESTRA…..

TUTTO VA BEN, CARI ELETTORI PiDuini !

Ricordate che solo qualche mese fa, quando il mondo del lavoro dava timidissimi segnali di ripresa, il Governo e l’intero Pd sbandieravano su tutti i canali televisivi il trionfo del Jobs Act e degli 80 euro ?
Ricordate che qualcuno, invece, si permetteva di far notare che in tutta Europa si stava verificando una fortunata congiuntura economica, di natura temporanea: prezzo del petrolio in costante calo, svalutazione dell’euro e repressione del costo del debito grazie al Quantitative Easing di Draghi ?
Ebbene, adesso l’Istat certifica che il mondo del lavoro, lungi dall’essere uscito dalla spirale, è ancora in “crisi nera”.
A giugno 2015 si sono registrati infatti 22 mila occupati in meno rispetto a maggio e 40 mila occupati in meno rispetto a giugno 2014.
La disoccupazione torna così al 12,7% (21% nel meridione) e quella giovanile tocca il record storico del 44,2%.
Dunque il Governo si è impegnato in questi mesi solo a confondere le idee (ma non ci vuole molta fatica, visto il livello dell’elettore medio!): prima si è attaccato alla congiuntura internazionale per vantare meriti che non aveva, poi ha glorificato ciò che si chiama “Jobs Act” (ma che si legge “deflazione salariale”) attraverso i numeri delle nuove assunzioni, senza ricordare che queste assunzioni erano quasi tutte riconversioni di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti.
Peccato che il contratto a tutele crescenti sia tutto meno che un contratto di lavoro stabile: fino al terzo anno di lavoro la protezione del lavoratore dal licenziamento è ridicola, ed è logico attendersi fra un paio d’anni una gigantesca operazione “usa e getta” da parte dei datori di lavoro.
Dopodichè è probabile che finisca lì, per mancanza di fondi per il suo rifinanziamento!
Come (modestamente) ho più volte sostenuto, lo (s)Governo Renzi in più di un anno non ha fatto altro che prendere tempo e peggiorare la situazione, ritirandosi davanti alle uniche due battaglie politiche sensate in un contesto di disoccupazione di massa: la battaglia per l’intervento nell’economia attraverso gli investimenti pubblici (alla faccia dei folli vincoli europei e dell’euro) e quella per il reddito di cittadinanza. Perché il lavoro non si crea con la precarietà, ma con gli investimenti e il sostegno economico ai più deboli.
Ma adesso il ministro del lavoro Poletti ci dice “no problem, tutto va ben madama la marchesa e carissimi elettori PiDuini: a settembre vedrete che avremo migliaia di posti di lavoro in più” !

DOPO LA MARCIA…

 

Dopo la marcia su Roma e il “marcio” in Parlamento, ecco la marcia del M5S per il “Reddito di cittadinanza”.

Al grido “Fuori la mafia dallo Stato”, “Libertà-libertà” e “Reddito di cittadinanza, per l’Italia l’ultima speranza”, anche il M5S di Assago ha partecipato alla marcia Perugia-Assisi, organizzata per sostenere la legge sul Reddito di Cittadinanza perchè, come dice Grillo: «Se non passa il reddito di cittadinanza saranno tutti responsabili non verso il M5s ma verso i cittadini!”

Ma una marcia anche per dire NO al razzismo, alla guerra, alla mafia, alla corruzione, al voto di scambio, alla cementificazione e SI al lavoro, alla casa, alla identificazione e regolarizzazione di tutti gli immigrati, a un sistema fiscale unico per l’Europa.

E’stata una marcia “francesca”, per quattro ottime ragioni: perché si andava verso Assisi (la patria di San Francesco), perché il Movimento è nato il 5 ottobre (2009) giorno di San Francesco, perché la figura del suo fondatore – Casaleggio – ha un po’ del messianico, ma (soprattutto) perché c’è una vicinanza morale coi dettami francescani, atteso l’obiettivo della marcia e cioè gli “ultimi” (ovvero quelli sotto la soglia di povertà).

Una lunga marcia, in mezzo ad una folla grondante passione e tifo: insieme ad altri 25.000 cittadini: giovani, anziani ed anche piccoli con le loro famiglie, uomini e donne indifferentemente dal colore della pelle ed estrazione sociale.

Che hanno marciato per 19 Km, diventati poi 24 “grazie” al sindaco di Bastia Umbra – Stefano Ansideri –  che ha imposto una deviazione di 5 Km per evitare il passaggio in mezzo al suo Paese: forse per la sua appartenenza ad altri fratelli (Fratelli d’Italia) o forse perché non condivide l’istanza, visto che al punto 3 del suo programma elettorale “Politiche per le categorie deboli” si parla solo di anziani !

Una marcia che è un po’ un ritorno alle origini, come i primi V-Day, in mezzo a Beppe ed ai parlamentari del Movimento: perché noi non siamo una forza politica, ma una forza “sociale”. Perché i “loro” parlamentari rappresentano la Casta, mentre i “nostri” semplici cittadini al servizio degli italiani, che hanno marciato senza scorta e protezione!

Un forza che, purtroppo, non appartiene ad una Repubblica e basta, ma ad una Repubblica “cieca”, perché formata da tanti cittadini che non vogliono (o non possono) vedere e sono addormentati davanti le Tv da vent’anni!

Ad una Repubblica dove non c’è più spazio in Parlamento per i disonesti, perché è già al completo !

Ad una Repubblica, dove gran parte dei suoi cittadini sono pronti a farsi imbonire da chi dice loro che “E’ un’utopia sognare il reddito di cittadinanza”.

Peccato che anche l’ingresso in Parlamento del M5S era considerata un’utopia!

Ma l’utopia – come dice Galeano – “serve a comunicare!”

E ieri, siamo andati in marcia per comunicare!