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SERATA STOP TTIP

Il 22 gennaio si è svolto, ad Assago, un incontro sul TTIP e Salute.

Alla serata, moderata da Andrea Cegna collaboratore di Radio Popolare, erano presenti:

Cinzia Scaffidi -Vice Presidente di Slow Food Italia

Eleonora Evi -Europarlamentare M5S

Alfredo Somoza -Presidente Istituto Cooperazione Economica Internazionale.

I relatori che hanno presidiato all’assemblea  sono stati in grado di spiegare alle molte persone presenti i molteplici aspetti del TTIP (trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti).

Nella speranza di poter organizzare in futuro altre serate si ringraziano tutti i partecipanti.

Per chi non fosse riuscito a presenziare all’incontro il comitato organizzatore ha video ripreso l’intera serata.

Unica pecca della serata la totale assenza di rappresentanti della Maggioranza comunale e del PD di Assago.

Roberto Murolo

TUTTO VA BEN, CARI ELETTORI PiDuini !

Ricordate che solo qualche mese fa, quando il mondo del lavoro dava timidissimi segnali di ripresa, il Governo e l’intero Pd sbandieravano su tutti i canali televisivi il trionfo del Jobs Act e degli 80 euro ?
Ricordate che qualcuno, invece, si permetteva di far notare che in tutta Europa si stava verificando una fortunata congiuntura economica, di natura temporanea: prezzo del petrolio in costante calo, svalutazione dell’euro e repressione del costo del debito grazie al Quantitative Easing di Draghi ?
Ebbene, adesso l’Istat certifica che il mondo del lavoro, lungi dall’essere uscito dalla spirale, è ancora in “crisi nera”.
A giugno 2015 si sono registrati infatti 22 mila occupati in meno rispetto a maggio e 40 mila occupati in meno rispetto a giugno 2014.
La disoccupazione torna così al 12,7% (21% nel meridione) e quella giovanile tocca il record storico del 44,2%.
Dunque il Governo si è impegnato in questi mesi solo a confondere le idee (ma non ci vuole molta fatica, visto il livello dell’elettore medio!): prima si è attaccato alla congiuntura internazionale per vantare meriti che non aveva, poi ha glorificato ciò che si chiama “Jobs Act” (ma che si legge “deflazione salariale”) attraverso i numeri delle nuove assunzioni, senza ricordare che queste assunzioni erano quasi tutte riconversioni di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti.
Peccato che il contratto a tutele crescenti sia tutto meno che un contratto di lavoro stabile: fino al terzo anno di lavoro la protezione del lavoratore dal licenziamento è ridicola, ed è logico attendersi fra un paio d’anni una gigantesca operazione “usa e getta” da parte dei datori di lavoro.
Dopodichè è probabile che finisca lì, per mancanza di fondi per il suo rifinanziamento!
Come (modestamente) ho più volte sostenuto, lo (s)Governo Renzi in più di un anno non ha fatto altro che prendere tempo e peggiorare la situazione, ritirandosi davanti alle uniche due battaglie politiche sensate in un contesto di disoccupazione di massa: la battaglia per l’intervento nell’economia attraverso gli investimenti pubblici (alla faccia dei folli vincoli europei e dell’euro) e quella per il reddito di cittadinanza. Perché il lavoro non si crea con la precarietà, ma con gli investimenti e il sostegno economico ai più deboli.
Ma adesso il ministro del lavoro Poletti ci dice “no problem, tutto va ben madama la marchesa e carissimi elettori PiDuini: a settembre vedrete che avremo migliaia di posti di lavoro in più” !

VIA DA DRITTA, VIA DA MANCA, LA “DC” ECCO RIFATTA !

Una parte di FI si stacca a dritta, una parte del PD si stacca a manca: rimangono i Due Centri (DC) a formare una nuova maggioranza per eleggere il Presidente della Repubblica e votare la nuova legge elettorale.

Poi il novello Presidente al Colle sdoganerà (secondo accordi nazareni) il Pregiudicato, apponendo magari la firma sul decreto che rispolvererà l’art 19bis della delega fiscale (la soglia d’impunibilità del 3% di chi froda il fisco), mentre lo Spregiudicato gli garantirà ampia libertà nel continuum dei suoi affari (leciti et illeciti).
I Due continueranno ad amarsi, felici e contenti, attorniati dai propri cortigiani eletti (da loro stessi) alla faccia delle decine di milioni di italioti che li avranno ri-votati …
Morale della favola: colui che 20 anni fa aveva costituito – per i soli affaracci suoi – un nuovo partito , oggi lo scioglie (sempre per gli affaracci suoi) mediante suicidio assistito.
Una prece, i suoi elettori ringraziano !