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ITALIA “SOMMERSA”

Secondo l’ISTAT, in Italia, il lavoro in nero e le attività illegali sono pari a 211 miliardi (dati 2014) e valgono il 14% del Pil.
Ecco un comparto dell’economia che pare non risentire della crisi economica: basterebbe recuperarne solo 1 decimo per realizzare la manovra di bilancio 2017, senza chiedere extra-deficit a Bruxelles.
Compito troppo difficile , far uscire il sommerso, per un politico sommesso…!

TUTTO VA BEN, CARI ELETTORI PiDuini !

Ricordate che solo qualche mese fa, quando il mondo del lavoro dava timidissimi segnali di ripresa, il Governo e l’intero Pd sbandieravano su tutti i canali televisivi il trionfo del Jobs Act e degli 80 euro ?
Ricordate che qualcuno, invece, si permetteva di far notare che in tutta Europa si stava verificando una fortunata congiuntura economica, di natura temporanea: prezzo del petrolio in costante calo, svalutazione dell’euro e repressione del costo del debito grazie al Quantitative Easing di Draghi ?
Ebbene, adesso l’Istat certifica che il mondo del lavoro, lungi dall’essere uscito dalla spirale, è ancora in “crisi nera”.
A giugno 2015 si sono registrati infatti 22 mila occupati in meno rispetto a maggio e 40 mila occupati in meno rispetto a giugno 2014.
La disoccupazione torna così al 12,7% (21% nel meridione) e quella giovanile tocca il record storico del 44,2%.
Dunque il Governo si è impegnato in questi mesi solo a confondere le idee (ma non ci vuole molta fatica, visto il livello dell’elettore medio!): prima si è attaccato alla congiuntura internazionale per vantare meriti che non aveva, poi ha glorificato ciò che si chiama “Jobs Act” (ma che si legge “deflazione salariale”) attraverso i numeri delle nuove assunzioni, senza ricordare che queste assunzioni erano quasi tutte riconversioni di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti.
Peccato che il contratto a tutele crescenti sia tutto meno che un contratto di lavoro stabile: fino al terzo anno di lavoro la protezione del lavoratore dal licenziamento è ridicola, ed è logico attendersi fra un paio d’anni una gigantesca operazione “usa e getta” da parte dei datori di lavoro.
Dopodichè è probabile che finisca lì, per mancanza di fondi per il suo rifinanziamento!
Come (modestamente) ho più volte sostenuto, lo (s)Governo Renzi in più di un anno non ha fatto altro che prendere tempo e peggiorare la situazione, ritirandosi davanti alle uniche due battaglie politiche sensate in un contesto di disoccupazione di massa: la battaglia per l’intervento nell’economia attraverso gli investimenti pubblici (alla faccia dei folli vincoli europei e dell’euro) e quella per il reddito di cittadinanza. Perché il lavoro non si crea con la precarietà, ma con gli investimenti e il sostegno economico ai più deboli.
Ma adesso il ministro del lavoro Poletti ci dice “no problem, tutto va ben madama la marchesa e carissimi elettori PiDuini: a settembre vedrete che avremo migliaia di posti di lavoro in più” !

IL FLOP DEGLI 80 EURO


L’Istat certifica che il reddito lordo delle famiglie è aumentato del 1,8% : il merito è del bonus di 80 euro finito nelle buste paga dei lavoratori. Ma di quanto è aumentata la spesa per consumi finali ? “Zero virgola zero” ! Come mai? Perché (ce lo spiega il ministro Padoan) con questa crisi gli italiani hanno preferito ricostituire lo stock di risparmio nel frattempo intaccato.
E il Duca Fiorentino come commenta ? Tutto gongolante, al Parlamento Europeo dichiara: “Le famiglie si stanno arricchendo perché stanno risparmiando di più…!”
Ma gli 80 euro non dovevano servire per rilanciare i consumi…???
Ma ci è o ci fa..?
Ci è, ci è….!!