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IERI, OKI, DOMANI

All’indomani del voto sul referendum, ecco una rassegna delle balle dei media sulla Grecia, masticate ingerite e digerite da gran parte della popolazione europea (slurp!):
1) In Grecia si va in pensione troppo presto FALSO
La Grecia pre-austerità aveva un’età media delle pensioni fissata a 61,9 anni per i maschi, sostanzialmente in pari con il resto d’Europa. E’ vero che c’erano tantissime deroghe per lavori considerati “usuranti” (ma che tali non erano) , ma adesso, rispetto al resto dell’UE, la Grecia possiede uno dei requisiti più stringenti: si andrà in pensione a 67 anni.
2) In Grecia ci sono troppi dipendenti pubblici FALSO
In Grecia i dipendenti pubblici rappresentano meno dell’8% della forza lavoro occupata, come in Germania e in media con l’eurozona, avendoli peraltro dopo l’austerità diminuiti del 25%.
3) La spesa pubblica greca è troppo alta FALSO
La Grecia è sotto la media dell’eurozona avanzata ed è molto distante dal 50% della spesa pubblica rispetto al Pil (meglio della stessa Italia).
4) La Grecia non ha fatto le riforme strutturali FALSO
Come visto, i tagli al settore pubblico e al sistema pensionistico sono stati drammatici. Si aggiunga che durante l’austerità la contrattazione collettiva è stata eliminata (Tsipras vorrebbe ripristinarla). Ma non basta: nel 2010 si trovava al 109° posto nella classifica dei Paesi dove è più conveniente aprire un’impresa e fare affari. Nella stessa classifica del 2015 la Grecia è al 61° posto, scalando decine di posizioni e avvicinandosi moltissimo all’Italia.
5) I greci lavorano poco FALSO
Non c’è alcuno, nel mondo occidentale, che lavora più dei greci durante la settimana. La Germania, Paese più sviluppato e quindi meno dipendente dal lavoro umano, vede i suoi lavoratori impegnarsi in media per 35 ore a settimana, sette in meno del greco medio.
6) La Grecia è in crisi per il suo debito pubblico troppo elevato, dovuto alla corruzione FALSO
È una crisi da debito privato (favorita dall’euro e dalle banche estere) e non da debito pubblico. Se esplode anche il rapporto debito pubblico/Pil (dal 125% del 2010 al 180% di oggi) è perché l’austerità fa esplodere la disoccupazione (dal 7% al 25%) e fa calare le entrate fiscali dello Stato, insieme al Pil (-25%).
7) La Grecia merita l’austerità perché non restituisce i debiti che ha contratto FALSO
Come detto, c’è un problema di indebitamento privato con le banche estere, soprattutto tedesche e francesi. Queste inondano di credito famiglie, imprese e banche greche dall’entrata nell’euro della Grecia al 2007, perché la Grecia non può più svalutare la moneta (e insieme ad essa i suoi debiti) e vede i suoi tassi di interesse diminuire a causa dell’euro (e quindi le risulta più conveniente chiedere prestiti all’estero). Con la crisi americana del 2008, che contagia l’Europa, le banche tedesche e francesi stoppano all’improvviso i finanziamenti ai greci e pretendono indietro i loro crediti. L’austerità e i “salvataggi” attraverso i fondi Salva-Stati servono a far rientrare queste banche dai loro crediti, non ad aiutare il popolo greco a rialzarsi. Ecco la dimostrazione: i prestiti dei fondi Salva-Stati alla Grecia finiscono per il 90% alle banche tedesche e francesi, salvandole. In parallelo aumentano i debiti pubblici dei Paesi che hanno partecipato al finto “salvataggio” greco (l’Italia con 40 miliardi) e il debito pubblico greco (240 miliardi di “salvataggi”). Ma è un debito illegittimo, scaricato sulle spalle dei cittadini greci ed europei per salvare le banche private che grazie all’euro hanno potuto prestare senza alcuna attenzione ai fondamentali delle economie finanziate.
8) La Grecia ha truccato i conti pubblici VERO
ma……con l’aiuto di Goldman Sachs e la supervisione della UE, e attraverso governi amici della Troika (a guida Neo Demokratia e Pasok). Questo perché la Grecia dentro l’euro era utile all’Europa tedesca per abbassare il valore dell’euro rispetto al marco. Tutti gli analisti sapevano dei trucchi contabili greci/Goldman Sachs. Una cosa simile è stata fatta con l’Italia, che non rispettava il parametro del debito/Pil dettato da Maastricht (60%) ma è stata comunque accolta nell’euro perché fuori dall’euro, con la sua moneta sovrana e svalutabile, avrebbe fatto una tremenda concorrenza al mercantilismo tedesco. Capito ?????????
DULCIS IN FUNDO Si parla molto degli armatori greci che non pagano le tasse (cosa evidentemente odiosa) ma forse ci si dimentica dei soldi pubblici che il nostro Stato ha regalato alla FIAT. Miliardi di euro (7,6 secondo la Cgia di Mestre, esclusi gli ammortizzatori sociali), piu’ incentivi di ogni genere, piu’ vere e proprie aziende regalate al gruppo FIAT, lo stesso gruppo che ha ripagato i favori ricevuti grazie alla tasse dei cittadini delocalizzando in Polonia, Brasile e Argentina o portando la sede fiscale in Regno Unito !!!!
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Alberto d’Anna

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