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TUTTO VA BEN, CARI ELETTORI PiDuini !

Ricordate che solo qualche mese fa, quando il mondo del lavoro dava timidissimi segnali di ripresa, il Governo e l’intero Pd sbandieravano su tutti i canali televisivi il trionfo del Jobs Act e degli 80 euro ?
Ricordate che qualcuno, invece, si permetteva di far notare che in tutta Europa si stava verificando una fortunata congiuntura economica, di natura temporanea: prezzo del petrolio in costante calo, svalutazione dell’euro e repressione del costo del debito grazie al Quantitative Easing di Draghi ?
Ebbene, adesso l’Istat certifica che il mondo del lavoro, lungi dall’essere uscito dalla spirale, è ancora in “crisi nera”.
A giugno 2015 si sono registrati infatti 22 mila occupati in meno rispetto a maggio e 40 mila occupati in meno rispetto a giugno 2014.
La disoccupazione torna così al 12,7% (21% nel meridione) e quella giovanile tocca il record storico del 44,2%.
Dunque il Governo si è impegnato in questi mesi solo a confondere le idee (ma non ci vuole molta fatica, visto il livello dell’elettore medio!): prima si è attaccato alla congiuntura internazionale per vantare meriti che non aveva, poi ha glorificato ciò che si chiama “Jobs Act” (ma che si legge “deflazione salariale”) attraverso i numeri delle nuove assunzioni, senza ricordare che queste assunzioni erano quasi tutte riconversioni di contratti a tempo determinato in contratti a tutele crescenti.
Peccato che il contratto a tutele crescenti sia tutto meno che un contratto di lavoro stabile: fino al terzo anno di lavoro la protezione del lavoratore dal licenziamento è ridicola, ed è logico attendersi fra un paio d’anni una gigantesca operazione “usa e getta” da parte dei datori di lavoro.
Dopodichè è probabile che finisca lì, per mancanza di fondi per il suo rifinanziamento!
Come (modestamente) ho più volte sostenuto, lo (s)Governo Renzi in più di un anno non ha fatto altro che prendere tempo e peggiorare la situazione, ritirandosi davanti alle uniche due battaglie politiche sensate in un contesto di disoccupazione di massa: la battaglia per l’intervento nell’economia attraverso gli investimenti pubblici (alla faccia dei folli vincoli europei e dell’euro) e quella per il reddito di cittadinanza. Perché il lavoro non si crea con la precarietà, ma con gli investimenti e il sostegno economico ai più deboli.
Ma adesso il ministro del lavoro Poletti ci dice “no problem, tutto va ben madama la marchesa e carissimi elettori PiDuini: a settembre vedrete che avremo migliaia di posti di lavoro in più” !

LE ULTIME PAROLE FAMOSE…

ALESSANDRA MORETTI : “Alle promesse di Berlusconi non credono più neanche gli anziani e neanche le casalinghe” (Io invece si, perché sono giovane e glamour!)

ROBERTO SPERANZA “Questi tentativi per sfuggire alla giustizia ci consegnano Berlusconi sempre più caimano e sempre meno uomo di Stato” (Io sto coi caimani!)
PAOLO GENTILONI “Un condannato in via definitiva non può essere il leader di un grande partito” (Ma co-leader di una grande coalizione si !)
SIMONA BONAFE’ “E’ evidente che con la vittoria di Matteo Renzi il primo ad andare a casa sarebbe proprio Berlusconi” (Ma passando prima da Largo del Nazareno!)
DEBORA SERRACHIANI “Berlusconi, un uomo con una vita sessualmente promiscua e moralmente discutibile” (Per questo a noi del PD piace!)
ANNA FINOCCHIARO “Berlusconi minaccia i nostri figli e usa metodi e linguaggio anti-Stato” (Ma se mi elegge Presidente lo perdono!)
GIULIANO POLETTI “Berlusconi continua a insultare le Coop” (Et la Coop c’est moi!)
ROBERTA PINOTTI “Mentre tanti italiani non hanno soldi per mangiare, Berlusconi dona 5.000€ alle ragazze: deve dimettersi” (Oppure pensare anche a quelle più mature!)
PINA PICIERNO “Sicuramente è un puttaniere. Berlusconi deve andare in galera” ( Ops, l’hanno assolto nel caso Ruby? Allora come non detto!)
MATTEO ORFINI “Non è neppure immaginabile la riedizione di una maggioranza come quella che ha sostenuto il governo Monti” (E quella fra Renzi e Berlusconi è l’eccezione che conferma la regola!)