I 1000 GIORNI DEL GOVERNO RENZI

– 66 MILIARDI DI EURO IN PIU’ DI DEBITO PUBBLICO, dai 2.146 dell’aprile 2014 ai 2.212 del settembre 2016. Vuol dire che ogni giorno di Renzi al governo ci è costato 66 milioni di euro debito pubblico
– 55 MILIARDI DI EURO IN PIU’ DI TASSE, dai 438 miliardi di entrate tributarie del bilancio 2014 ai 493 programmati per il 2017
– I POVERI AI MASSIMI STORICI, con il 28,7% degli italiani a rischio di povertà o esclusione sociale (17 milioni e 469 mila persone) e 8,3 milioni di poveri effettivi (il 13,7% della popolazione, in continua crescita)
– I FALLIMENTI A TAPPETO DELLE IMPRESE, 15 mila nel 2014, 14 mila e 700 nel 2015 e 3,6 mila nel solo primo quarto del 2016. I numeri salgono vertiginosamente se ai fallimenti si aggiungono le liquidazioni volontarie ed altre procedure concorsuali, con 104 mila imprese all’aria nel 2014 e 96 mila nel 2015. Un tessuto produttivo distrutto
– I DISOCCUPATI, I PRECARI E GLI INATTIVI A LIVELLI STRATOSFERICI, se infatti il tasso di disoccupazione ufficiale sembra sceso, rimanendo comunque altissimo all’11,6%, va detto che sono esplosi i voucher venduti dalle imprese (dai 69 milioni del 2014 ai 114,9 milioni del 2015) e che gli inattivi sono ancora più di 3 milioni, per un tasso di disoccupazione reale sopra al 20% e vicino ai livelli della Spagna e della Grecia
– LA SANITÀ AL COLLASSO, con 4,3 miliardi di euro di tagli nel solo biennio 2015-2016 e altri 13 miliardi di tagli programmati per gli anni successivi

I° MA(N)GGIO: LA GLOBALIZZAZIONE DEL POLLO

Oggi, primo maggio, si festeggiano i lavoratori, ovvero i “polli” nostrani ormai globalizzati.
E meno male che l’art. 1 della Costituzione afferma che “l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”!
Cosa vuol dire, in soldoni? Che il lavoro è l’elemento unico che dà dignità alla persona, perché tale dignità, appunto, proviene dal suo lavoro .
Quindi, rimuovere le disuguaglianze in tal senso, è compito della Repubblica, cioè della politica.
Ma pare che la politica, sempre occupata al proprio “manggia-manggia”, non produca risultati visto che (alla faccia del Job Act) l’Istat ha appena annunciato che ci sono 138.000 “polli” disoccupati in più rispetto al 2014 !
Ma, niente paura! “Oggi inizia l’Expo e inizia il domani”, ha appena detto Renzi alla cerimonia di inaugurazione.
Certo,oggi l’Expo è iniziato grazie all’opera dei lavoratori stranieri immigrati, “polli” pagati in nero al massimo ribasso. Quanto al domani… “del doman non v’è certezza..”, soprattutto se dobbiamo credere alle promesse del giovane caudillo !!