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CONTINUATE A VERGOGNARVI !

(Pubblico oggi una lettera da me inviata a Papa Francesco il 4 ottobre 2013, per sottolineare come , a quasi due anni di distanza e ben prima di “Mafia Capitale”, nulla sembra cambiato sulla questione immigrazione …)
Reverendissimo Papa Francesco,
“VERGOGNATEVI ! “ , così Lei si è espresso nel corso del convegno per i 50anni dell’enciclica “Pacem in terris” commentando la tragedia che si stava svolgendo a Lampedusa ( e non senza prima aver cercato di soffocare un moto di forte indignazione che Le proveniva dal profondo dell’anima ) .
Al che io mi sono chiesto: “A chi Francesco si sta rivolgendo ?”
Forse all’Italia che , con la Legge Bossi-Fini, mette sotto processo i pescatori che hanno salvato vite per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in clamoroso contrasto con gli obblighi di assistenza e salvataggio disciplinati dagli art. 489-490 del “Codice della Navigazione” ?
O forse a chi sta piangendo lacrime di coccodrillo, trovando rifugio dietro le solite frasi politiche di circostanza ? Come il Ministro degli Interni italiano (“E’ una scena che offende l’Occidente, una scena che offende l’Europa”), o il Presidente della Regione Sicilia ( “Forse l’Occidente ha dimenticato la parola solidarietà nei confronti dei poveri”), o il Presidente della Repubblica italiana (“Occorre una verifica alle norme di legge che fanno ostacolo a una politica dell’accoglienza”), o il segretario generale dell’Onu (“Dobbiamo fare di più per proteggere i diritti umani di tutti i migranti”), o il segretario del PD italiano (“La dimensione del fenomeno migratorio rende necessario innalzare il livello di contrasto ai trafficanti di morte”), o il Commissario europeo per l’Integrazione (“Dobbiamo aprire nuovi canali all’immigrazione legale”) ?
A chi si rivolgeva , reverendissimo Francesco, con quella parola “Vergogna! “ che anche Suo nonno, costretto a emigrare dall’Italia, avrebbe sicuramente con Lei condiviso ?
Contro chi veramente puntare il dito accusatorio ? Forse un indizio ci arriva dalle parole della 24enne eritrea Kebrat (già infilata in un sacco sul molo di Lampedusa perché creduta morta e poi “risorta”) quando in ospedale dichiarerà “Scappo dalla devastazione lasciata dalla guerra. Tutti cerchiamo il futuro in un mondo senza guerra, dove c’è pace.”
Non è forse vero, come sostenuto dal Ministro dell’Integrazione Cécile Kyenge (“Su quella barca, al posto di quei disperati, potevo esserci io”) che “il fenomeno dell’immigrazione è sempre più stabile e strutturato, perché parliamo di profughi, persone che fuggono da una situazione di miseria, conflitti, guerre e hanno diritto ad una protezione” ?
Allora, mi chiedo, se “Vergogna!” non fosse invece diretto a tutti coloro che si sono dimenticati (o fingono di dimenticare) di cosa racconta la Storia.
E la Storia Lei lo sa, Reverendissimo Francesco, racconta che sin dal 1400 il continente africano presentava forme di colonialismo commerciale: portoghesi, inglesi, francesi e olandesi fondavano varie basi sulle coste africane.
In seguito, dai porti dell’Africa Occidentale per diversi secoli salparono le navi che, con il loro carico umano di schiavi, si dirigevano verso le Americhe, dove in una vita durissima spesa nelle piantagioni si consumò l’esistenza di milioni di Africani.
Poi la Storia racconta che dal 1800 il colonialismo “moderno si è volto allo sfruttamento delle risorse dei paesi colonizzati a seguito di penetrazioni nell’entroterra per avere fonti di risorse prime, nonché disporre di importanti basi commerciali per aver dominio su vasti territori dove poter inviare molti cittadini della madrepatria (che così si libera di una parte eccedente della propria numerosa popolazione).
Le potenze europee iniziano una vera e propria “corsa alle colonie”: ogni Paese invia in Africa contingenti militari per occupare i vasti territori dell’entroterra, formalmente ancora appartenenti a nessuno secondo gli europei (l’Africa era dichiarata “res nullius” ) e ciò permetteva loro di appropriarsene senza scrupoli e ufficialmente, poiché appunto era territorio sotto nessuna giurisdizione. Il colonialismo ha quindi portato a un impoverimento dei popoli neri delle colonie, sia in termini economici sia in termini culturali : infatti gli occidentali , oltre che sfruttarne le risorse , hanno distrutto la cultura e lo stile di vita dei popoli indigeni neri, imponendo i propri (come, nel medesimo periodo, faranno in America con gli indiani). Inoltre la soggezione politica dei neri (imposta dai colonizzatori ) impedisce loro di sviluppare una coscienza politica e nazionale e di essere capaci di governarsi autonomamente.
Ancora la nostra Storia racconta che, dopo la seconda guerra mondiale , si è passati ad una diversa forma di dipendenza economica, culturale, sociale e politica dei paesi africani dalle potenze economiche, che ha dato luogo al cosiddetto “neocolonialismo” : governi africani, di tipo dittatoriale, riescono oggi a mantenersi al potere grazie alle armi vendutegli dall’occidente (“Ma non sarà che le guerre vengono fatte per vendere armi?” , Lei stesso ha recentemente dichiarato) e all’importante appoggio delle imprese straniere a cui viene in cambio dai governi stessi concesso il permesso di continuare a sfruttare le risorse africane a vantaggio delle ex -potenze colonizzatrici dell’Africa, a cui si sono aggiunte Usa e Urss e, recentemente, Cina.
Allora, carissimo Francesco, sono questi poveri immigrati che devono tornarsene a casa loro (come molti sostengono) o siamo noi che dobbiamo tornarcene a casa nostra ?
O forse abbiamo paura che il continente più ricco di materie prime al mondo , culla dei proto-ominidi che daranno poi vita all’homo sapiens, possa diventare una super-potenza una volta affrancatosi dall’uomo bianco (e giallo) ?
Allora chi, se non Lei, reverendissimo Francesco, può lanciare un monito ai “potenti” della Terra perché si ricordino della Storia? Chi, se non Lei, lanciare una richiesta di pentimento a quei leader africani responsabili dei disastri umanitari che affliggono il Continente nero ? Chi , se non Lei (Francesco), diversamente da Suoi predecessori che non seppero lanciare lo steso monito , sia per la questione Africana che anche in altre simili occasioni (migrazioni del popolo ebreo dalla Germania nazista) . Chi, se non Lei, può invitare i “potenti di buona volontà” della Terra a dichiarare d’urgenza un piano Marshall per l’Africa ?
Concludo questa mia lettera, citando l’eritreo Moriam (uno dei sopravvisuti di Lampedusa) che, commentando quanto capitato all’amica Kebrat (quella creduta morta e poi “risorta”), dice inginocchiandosi “Dio è grande, è grande….”
Con grande ammirazione,
Alberto d’Anna
Via Papa Giovanni XXIII n. 1
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