VA CIAPA’ I RATT…


Il Movimento 5 Stelle ha lanciato ieri la raccolta firme per poter depositare in parlamento una legge costituzionale che consenta di indire un referendum CONSULTIVO sull’Euro. Per far questo è necessario raccogliere almeno 50.000 firme in sei mesi (ma potrebbero necessitarne 500.000). Dopodiché, i parlamentari del M5S alla Camera e al Senato si faranno carico di presentarla in Parlamento per la discussione in Aula. Approvata la legge costituzionale ad hoc che indice il referendum, a dicembre 2015 gli italiani potranno andare alle urne ed esprimere la loro volontà sull’uscita o meno dall’euro con il referendum consultivo.
La procedura è analoga a quella adottata per il Referendum del 1989 quando l’80,68% degli italiani aveva detto SI al quesito se entrare a far parte dell’Unione Europea. Peccato che, nel frattempo, tutti si siano dimenticati che in quel quesito si diceva che l’Unione dovesse prevedere “Un Governo e un Parlamento europeo al quale affidare il compito di redigere un progetto di Costituzione Europea…”
Penso che tutti noi ci aspettassimo una vera Costituzione che sancisse la nascita di una sovranità politica (come la Costituzione Federale degli Stati Uniti d’America), ma in realtà così non era e, mentre ad oggi non c’è traccia di quel documento, abbiamo ben chiaro come ci sia stato, invece, un altro trasferimento di sovranità: quella economico/finanziaria (alla troika) mediante l’introduzione dell’Euro!
Ma…”va ciapà i ratt”, ci siamo sentiti dire ieri da tanti concittadini amanti dell’Euro e che pensano sempre di essere informatissimi (tramite i media di regime) sull’argomento, mentre non si rendono conto di quanto stiano finendo in kulo alla troika !
Lo sanno, LorSignori, che se nessuno comprerà più i nostri titoli (400 miliardi nel 2015) il bilancio dello Stato crollerà e arriverà il default, e se nella migliore delle ipotesi verranno comprati ancora, dovremo riconoscere interessi molto più alti , interessi che creeranno altro debito e stritoleranno il bilancio dello Stato con nuove tasse a iniziare dall’innalzamento dell’IVA? Prova ne sia il fatto che i CDS sul debito pubblico italiano costano oggi 200mila euro contro 136mila di tre mesi fa, per assicurarsi contro il fallimento dell’Italia per un controvalore di 10 milioni di BTP.
Lo sanno, LorSignori, che il downgrade di S&P ci pone adesso in linea con la Spagna appena uno scalino sopra la ‘spazzatura’ (junk)?
Lo sanno, LorSignori, che il debito pubblico (ormai a 2.150 miliardi) è aumentato di 28 miliardi in ottobre rispetto a settembre?
Lo sanno, LorSignori, che si attende ora una crescita di appena 0,2% di PIL nel 2015 contro 1,1% attesa fino a ieri? Eppure Renzi andava dicendo fino a qualche mese fa che, grazie alla sua elemosina di 80 euro, le stime del governo di una crescita di 0.8% di PIL nel 2014 sarebbero addirittura state superate! Adesso, invece, sappiamo di essere in quella che i tecnici chiamano “triple dip recession”, con attese di crescita negativa anche per il 2014.
Ormai siamo nelle mani di Draghi: se riuscirà a forzare la mano e ad imporre entro la prima metà del prossimo anno un QE sui titoli pubblici (acquisto da parte della BCE), riuscirà a spostare l’orologio del fallimento dell’Italia in avanti di qualche tempo. In caso contrario il 2015 sarà ricordato come l’anno dell’USCITA dall’Euro o del DEFAULT: non c’è altra soluzione e l’ha capito oggi anche S&P !!
A differenza dei 100 concittadini che ieri hanno depositato la loro firma e altri che lo faranno nei prossimi mesi (per consentire consenso o dissenso attraverso uno strumento di democrazia diretta), altri LorSignori ci diranno : “MA VA’ CIAPA’ I RATT”….

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