Se non ti fai filmare ti scrivo un “trailer”.

Una sintesi soggettiva del consiglio comunale del 25/11/2014.

Lo spettacolo entra subito nel vivo, quando il consigliere del M5S chiede il permesso di filmare il consiglio per documentarne il suo corso. No! È la conclusione: “bisogna rispettare le regole”.

Vedremo, nei fatti che seguono, come le regole si declinano nella politica del quotidiano, ovvero con quale rigore e coerenza esse vengano applicate, là dove esse servirebbero davvero.

Maurizio Lo Presti espone le proprie interrogazioni in merito ai bandi di gara di via Volta e dei box interrati evidenziando come questi siano stati condotti in una modalità talmente lontana dalla decenza da essere stati oggetto, il primo, di pesanti accuse (per non dir minacce) da parte dell’avvocato di una società concorrente e il secondo di una sospensione per ravvisati problemi di “regolarità”, sollevati dallo stesso tecnico comunale, recentemente subentrato nel ruolo di responsabile dell’edilizia pubblica.

Volutamente non entro nello specifico di quanto contestato dal M5S, in quanto esposto nelle interrogazioni stesse, e arrivo subito al punto significativo sollevato dal consigliere Lo Presti: perché l’amministrazione si trova in questa situazione paradossale del “fare e disfare”, perché l’amministrazione non difende le proprie scelte e non si oppone alle accuse, perché vengono spesi tanti soldi (circa 170.000€ negli ultimi 2 anni) in consulenze legali? Perché non sono state rispettate le “buone regole” di definizione di tali gare, così da non incorrere in contestazioni, annullamenti o sospensioni?

Arriva la risposta “pacata” dell’assessore Burgazzi che, con tono quasi sacrale,  nella sostanza afferma: la politica fornisce degli indirizzi e non si può assumere alcuna responsabilità per gli errori dei tecnici incaricati (lascio ai tecnici che lavorano nel nostro comune trarre le opportune conclusioni su tale affermazione). La conseguenza logica sarebbe quindi che i tecnici non hanno messo in atto quanto la politica gli ha detto di fare … e nessuno se ne è accorto fino a quando non sono arrivate a pioggia le pesanti contestazioni.

No, caro Burgazzi, la politica non è solo indirizzo, ma è capacita di governare assumendosi le responsabilità del risultato! Non mi pare una buona cosa scaricare il problema sui tecnici;  questa purtroppo è la solita “regola” di certa politica.

A questo punto non resta che percorrere la strada di un esposto alla procura per accertare quanto è realmente accaduto e come stanno veramente le cose.  A proposito: guardate cosa dice Crozza in merito ai recenti eventi di “malapolitica” avvenuti a Roma.

Il video integrale può essere visto su La7.it 

E quando tutta l’opposizione evidenzia il mancato rispetto di una elementare regola deontologica da parte dello stesso avvocato che oggi accusa il comune, mentre qualche mese prima lo rappresentava, Burgazzi risponde che il comune non ha alcuna intenzione di fare un’esposto all’ordine degli avvocati, ritenendo inopportuno inasprire le posizioni, per un fatto del tutto trascurabile.

Ma come?  Il comune spende un sacco di soldi per difendersi e accetta la posizione deontologicamente scorretta di un proprio consulente? Qui il segnale dell’amministrazione dovrebbe essere forte, come monito, nella difesa appunto degli interessi dei cittadini.

Il sindaco interviene argomentando che negli ultimi due anni il Comune è  stato “costretto” a spendere soldi in consulenze legali per difendersi dai numerosi attacchi che riceve, su diversi fronti. Senza entrare nel merito, più che una giustificazione della spesa, questa risulta come ulteriore prova della fragilità con cui l’amministrazione ha governato e governa. Infatti la riduzione dei contenziosi, per qualsiasi azienda, è normalmente corrispondente alla qualità dei servizi che essa è in grado di erogare. Nel linguaggio comune: se le cose si fanno bene non c’è bisogno di correre poi a risolvere i problemi.

Questa mi pare un’altra buona regola da rispettare e far rispettare nel governo del nostro comune.

L’opposizione incalza poi con gli interventi dei consiglieri Piccolo e Dominucco sul tema del bilancio. Devo dire che tanto ho apprezzato la precisione con cui sono state presentate le interrogazioni dalla rappresentanza del PD, quanto poco mi sono piaciute le risposte dell’amministrazione.

Chiede l’opposizione: il patto di stabilità sarà rispettato o corriamo il rischio di incorrere in sanzioni, visto che in base a quanto avete comunicato, la spesa prevista risulta superiore al limite stabilito?

Trascuro l’intervento del ragioniere comunale che nessun comune mortale potrebbe comprendere (qui ci voleva una telecamera).

Buona parte del tempo degli interventi è stata spesa intorno ai fatti riguardanti la condanna per danno erariale, che richiamano ovviamente scarsa fiducia nei confronti della amministrazione in tema di bilancio. Per l’amministrazione però tale condanna rimane un trascurabile incidente di percorso sul quale, pagati i “malus” in termini di sanzione agli amministratori, tutto va avanti come prima… altra regola morale drammaticamente infranta.

A proposito delle sanzioni, faccio notare che l’amministrazione ha ribadito che queste saranno applicate anche ai consiglieri dell’opposizione, ancorché non responsabili di quelle decisioni, semplicemente perché “così dicono le regole”.

Rispondendo sempre ad una interrogazione del consigliere Lo Presti, l’amministrazione conferma che la società Tecno 80 (quella delle cappelle gentilizie per intenderci) continua a lavorare per il Comune, non potendo quest’ultimo dettare regole che possano limitare il diritto di quella azienda a partecipare a nuove gare di appalto o altre forniture ordinarie.

Ma come? Mi sembra una regola di buon senso, oltre che giustamente applicabile, quella di impedire la partecipazione di soggetti che siano stati coinvolti in fatti che sono stati oggetto di condanna da parte della Corte dei Conti.  In sostanza Tecno 80 ha fatto acquisti di cappelle gentilizie che non era titolata a fare (in quanto persona giuridica) col beneplacito dell’amministrazione… Qualcuno probabilmente non conosceva le regole o ha ritenuto utile eluderle sperando di uscirne impunito.

Ancora una volta osserviamo una strana applicazione delle regole: vengono imposte delle sanzioni a consiglieri in alcun modo responsabili dei fatti accaduti, mentre si consente a soggetti esterni di lavorare e fare profitti, nonostante evidenti coinvolgimenti  in fatti a danno della collettività.

Tra le spese indicate a bilancio, contestate dall’opposizione, figurano poi ben  1,5 Milioni di Euro da pagare quest’anno alla Metropolitana Milanese. Ma non è finita: altrettanti saranno pagati nei prossimi tre anni (500.000€/anno).

Perché il nostro comune deve pagare ancora per questa benedetta metropolitana?

Il sindaco spiega il grande risultato ottenuto nell’aver concordato tali cifre, che sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle richieste che avrebbero portato il contributo complessivamente versato da Assago a ben 30 Milioni!

Ma quali sono i criteri o gli accordi pregressi in base ai quali tali somme sarebbero dovute non ci è dato di sapere.

Alcuni interventi, più che chiarire i fatti, li rendono ancora più fumosi e lasciano intravvedere scenari da paura. Cito quanto mi ha colpito e lascio al lettore trarre le opportune conclusioni.

La Regione Lombardia fornirebbe, ai fini EXPO 2015, un contributo al comune di Assago che quest’ultimo utilizzerebbe  per coprire i maggiori oneri sostenuti dalla MM per attività non previste e, a detta loro, funzionali ai servizio pubblico di trasporto. Ma come qualcuno fortunatamente ha osservato: non facevano prima ad erogare un contributo diretto, senza questi giri?

E ancora, a quale titolo MM pretende denari dal comune per attività “non previste”: chi ha sbagliato le previsioni? Chi ha fatto i progetti?

Per quanto la metropolitana insista sul territorio di Assago è evidente che ne trae beneficio una popolazione molto più ampia: da quella dei comuni limitrofi a quella dei lavoratori che ogni giorno si sposta nei centri direzionali e commerciali. Ai 19 milioni già spesi si aggiungono i prossimi 3 milioni per un totale di 22 milioni! Mi pare  un elevato contributo pro capite, per i cittadini di Assago: 22.000.000€/8.000abitanti = 2.750€ … che per una famiglia media di 3 persone, corrisponde ad una utilitaria! … se, a detta del sindaco, la richiesta corrispondeva ad un contributo complessivo di 30 milioni, allora ci si pagava anche la benzina a vita!

Al di là dei sofismi della politica, ma ci rendiamo conto che stiamo parlando dei soldi dei cittadini?

Tra questi numeri s’inserisce anche il dibattito sulla “spesa sociale”. Le variazioni di bilancio, proposte dall’amministrazione a favore della “spesa sociale”, non vengono appoggiate dall’opposizione che vota contro. Questa scelta si rende necessaria per i chiarimenti poco convincenti forniti dall’amministrazione alle interrogazioni sul bilancio. Purtroppo tale posizione sarà difficile da comprendere per il cittadino e potrà essere facilmente strumentalizzata dagli avversari politici.

Alla fine di un acceso dibattito sui fatti e misfatti di bilancio,  si arriva a ciò che realmente interessa: la risposta conclusiva del sindaco che conferma che il patto di stabilità sarà rispettato, nonostante i suddetti oneri,… staremo a vedere.

Paolo Rizzo.

 

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